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Vincere la «sindrome da rientro»
19.01.2011
Il ritorno sui banchi nel chiuso delle aule, le interrogazioni e i compiti, per alcuni l’incognita di nuovi insegnanti e nuovi compagni: la fine delle vacanze, per molti ragazzi – ma anche per numerosi adulti alle prese con il ritorno ai ritmi lavorativi –, può costituire un evento molto stressante, fino a sfociare in veri e propri «sintomi» quali difficoltà di concentrazione, insonnia, ansia, irritabilità, stanchezza e apatia. Si tratta della cosiddetta «sindrome da rientro», ovvero dell’incapacità o difficoltà nel riadattarsi a certi ritmi e a certi impegni dopo la spensierata parentesi delle vacanze estive, complice anche l’arrivo dell’autunno e la conseguente diminuzione delle ore di luce che in alcuni comporta una predisposizione alla stanchezza e alla malinconia.
Come superare dunque lo stress da rientro?
Un primo consiglio utile è quello di riprendere gradualmente, già negli ultimi giorni di ferie, le vecchie e buone abitudini, mandando a letto i propri figli a orari regolari ed evitando che facciano le ore piccole: in questo modo i ragazzi saranno pronti ad affrontare la sveglia mattutina all’apertura delle scuole. Altra strategia sempre valida è quella di incoraggiarne il movimento e l’attività fisica: non solo un modo per non staccare troppo bruscamente con il clima delle vacanze, ma anche un’opportunità per ridurre lo stress e potenziare le capacità cognitive. Come ha evidenziato di recente una ricerca della Columbia University – ma sono ormai numerosi gli studi in proposito – un’intensa e regolare attività fisica è in grado di far aumentare in modo significativo il numero dei neuroni e potenziare l’attività dei centri cerebrali correlati alla memoria. Secondo gli scienziati, il movimento fisico favorisce l’afflusso di sangue verso l’ippocampo, ragione del cervello deputata all’immagazzinamento delle informazioni, migliorando dunque la memoria e stimolando anche la neurogenesi, la nascita cioè di nuove cellule nervose.
Ma lo stress da rientro, sostengono i nutrizionisti, si può combattere anche a tavola, prestando attenzione a ciò che si mangia: vitamine e minerali, infatti, non dovrebbero mai mancare nell’alimentazione quotidiana, non solo per il benessere generale dell’organismo ma anche per fornire l’energia necessaria ad affrontare le incombenze scolastiche. Su tutte, le vitamine del gruppo B, utili in caso di eccessiva stanchezza fisica e mentale. Basti considerare, per esempio, l’azione della vitamina B6 che, in collaborazione con il magnesio, partecipa alla trasformazione di alcuni aminoacidi nei neurotrasmettitori alla base del meccanismo del sonno, come la dopamina e la serotonina. Insieme ad altri micronutrienti antiossidanti come la vitamina C e lo zinco, che proteggono le strutture cerebrali dallo stress ossidativo, le vitamine del gruppo B sostengono le performance intellettive e mnemoniche aiutando a tenere desta l’attenzione e a contrastare i sintomi di stress e stanchezza.
S.A. Small et al., An in vivo correlate of exercise-induced neurogenesis in the adult dentate gyrus















