Performance mentale

Stress sotto controllo con magnesio e vitamine B
20.04.2010

Insonnia, eccessiva stanchezza, ansia, sbalzi di umore e irritabilità: quando lo stress prende il sopravvento a risentirne non è solo il nostro benessere psicologico ma anche la salute dell’intero organismo. In questi casi, oltre ad approfondire le cause del nostro stress cercando di capire se è un fatto passeggero o ha radici più profonde, è possibile prendere dei provvedimenti anche in ambito di alimentazione. Non tutti sanno, infatti, che uno stato di stress prolungato nel tempo provoca un incremento del metabolismo delle proteine, dei grassi, dei carboidrati e di altri micronutrienti come vitamine e minerali. Si tratta di scompensi che in alcuni casi si traducono in vere e proprie carenze che a loro volta provocano una ridotta tolleranza allo stress.  

L’esempio più evidente è fornito dal magnesio, minerale fondamentale per il buon funzionamento del sistema nervoso in quanto facilita la trasmissione degli impulsi nervosi tra una cellula e l’altra, rendendo quindi più «reattivo» l’intero sistema nervoso. In condizioni di stress eccessivo, l’organismo tende a consumare maggiori quantità di magnesio aumentando il rischio di carenze che possono manifestarsi con sintomi tipici: spossatezza, irritabilità, sbalzi d’umore, insonnia. Per contrastare i segnali di stress, alleate efficaci sono anche le vitamine del gruppo B, in grado di rifornire l’organismo delle energie necessarie per far fronte a situazioni di sovraffaticamento psichico e fisico. In particolare, va citata la vitamina B6, indispensabile per la sintesi della serotonina, il neurotrasmettitore del «benessere» che migliora il tono dell’umore alleviando la sensazione di stress. Insieme alla vitamina B1, inoltre, la B6 è importante per la trasformazione del triptofano, un aminoacido precursore della serotonina.

Dati significativi sul ruolo di contrasto delle vitamine B nei confronti degli stati depressivi sono stati ricavati anche da alcuni studi scientifici. Secondo una ricerca pubblicata su «BMC Psychiatry», i pazienti che soffrono di depressione rispondono meglio alle cure se presentano alti livelli di vitamina B12 nel sangue. Allo stesso modo, un team di ricercatori dell’Università di York ha invece riscontrato un’associazione tra bassi livelli di acido folico (vitamina B9) e sintomi depressivi. «Anche se la nostra ricerca non prova che bassi livelli di folati provochino depressione – spiega Simon Gilbody sulle pagine del «Journal of Epidemiology and Community Health» –, ora siamo sicuri che le due cose sono collegate tra loro. Sono numerosi gli studi che hanno evidenziato come la somministrazione di acido folico porti benefici alle persone in depressione».

 

Link

S. Gilbody et al., Is low folate a risk factor for depression? A meta-analysis and exploration of heterogeneity

J. Hintikka et al., High vitamin B12 level and good treatment outcome may be associated in major depressive disorder