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Se il cervello si disidrata
19.12.2010
Il nostro organismo è costituito per il 70% da acqua: basterebbe questa semplice riflessione per comprendere il ruolo fondamentale svolto da questo prezioso elemento naturale. Ma assicurare al nostro corpo la giusta quantità di acqua, alla base di tutte le varie attività cellulari, non serve solo a garantirne le prestazioni fisiche bensì anche quelle cerebrali.
Sull’importanza dell’acqua per il nostro cervello si è di recente soffermato uno studio del King’s College di Londra pubblicato su «Human Brain Mapping»: secondo gli esperti, la mancanza di liquidi causa una contrazione temporanea del tessuto cerebrale che ne influenza negativamente le prestazioni. In particolare, i ricercatori inglesi hanno constatato che, dopo 90 minuti di sudorazione costante (circa un litro di liquidi), la riduzione media della materia grigia, in termini quantitativi, è pari a quella che si registra in seguito a due mesi e mezzo di malattia di Alzheimer. E le conseguenze si fanno sentire sulle capacità di concentrazione, sulla memoria, sui tempi di reazione nell’elaborare le informazioni.
Per giungere a questi risultati gli scienziati hanno analizzato, attraverso la risonanza magnetica, il cervello di un gruppo di adolescenti dopo un’ora e mezza di attività ciclistica. Inoltre, per valutare le conseguenze di diversi livelli di disidratazione, alcuni partecipanti hanno indossato abiti leggeri, altri indumenti più pesanti. «Abbiamo assistito a una contrazione generale del tessuto celebrale – spiegano Matthew Kempton e Ulrich Ettinger, del King’s College –, ma questa era senz’altro maggiore nei giovani che hanno perso più liquidi a causa dell’abbondante sudorazione». Messi successivamente alla prova su un computer, i ragazzi che avevano perso più liquidi hanno dovuto «spremere» di più il loro cervello per risolvere alcuni problemi, come evidenziato dalla risonanza magnetica.
Niente timori, precisano comunque gli esperti: per tornare alla normalità è sufficiente reintegrare i liquidi persi, meglio se ricorrendo ad acqua minerale ricca di oligoelementi, come consiglia Alessandro Zanasi, docente presso l’Università di Bologna: «L’acqua minerale contiene oligoelementi che apportano nutrienti privi di calorie e che reintegrano i liquidi e i sali persi con il sudore. È quindi consigliabile scegliere acque ricche di calcio, utile alla trasmissione degli impulsi nervosi, di magnesio e sodio, per la regolazione del bilancio idrico».
M.J. Kempton et al., Dehydration affects brain structure and function in healthy adolescents















