Performance mentale

Lo zinco placa l’irritabilità femminile
16.02.2011

Lo zinco influisce positivamente sul tono dell’umore ed è in grado di ridurre stati di depressione e irritabilità. Sono queste le conclusioni di uno studio giapponese del Daigaku Junior College e dell’Università di Seitoku pubblicato di recente sull’«European Journal of Clinical Nutrition».

Secondo i ricercatori, le carenze di zinco interessano almeno il 30% della popolazione mondiale e sono numerosi gli esperti che ritengono tali deficit responsabili di sbalzi d’umore e manifestazioni di ansia o irritabilità. Proprio allo scopo di verificare l’efficacia di una supplementazione di zinco sull’equilibrio psicologico, i ricercatori giapponesi hanno arruolato 30 giovani donne divise in due gruppi: per un periodo di 10 settimane, le componenti del primo hanno assunto integratori di vitamine (vitamina A, D, B1, B2, B3, B6, B12 e acido folico) per evitare eventuali stati di carenza (i supplementi coprivano il 50% delle dosi giornaliere raccomandate di vitamine), mentre le donne del secondo hanno assunto 7 mg al giorno di gluconato di zinco. 

Al termine dello studio, solo le donne supplementate con zinco hanno ottenuto una sensibile riduzione dei livelli di depressione e collera. «I risultati da noi ottenuti – affermano gli autori – suggeriscono che la supplementazione di zinco può essere efficace nella riduzione di irritabilità e depressione»: un esito in linea peraltro con i risultati di altri test effettuati in laboratorio su modelli animali, in cui sono state evidenziate significative correlazioni tra aggressività e carenza di zinco, in specie tra le femmine.

Gli esperti giapponesi raccomandano comunque cautela e invitano a non trarre conclusioni affrettate: «I nostri risultati sono preliminari e devono essere interpretati con cautela. Sono necessarie infatti ulteriori indagini per approfondire la relazione tra integrazioni di zinco e stati d’animo femminili».

 
Link

T. Sawada e K. Yokoi, Effect of zinc supplementation on mood states in young women: a pilot study