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19.09.2011
Sole e belle giornate, sinonimo di vacanze e di attività all’aria aperta. Ma se per molti l’arrivo della calda stagione coincide con un periodo di risveglio, per altri l’aumento delle temperature e delle ore di luce spinge l’organismo a un carico di lavoro per il quale non è ancora preparato. Il risultato si traduce in una parola: «astenia» (dal greco «privo di forza»), ovvero quella sensazione di spossatezza ed eccessiva stanchezza, accompagnata da sbalzi d’umore, irritabilità e difficoltà di concentrazione, che fa il suo esordio con l’arrivo della primavera e che può perdurare nella stagione estiva, se non adeguatamente contrastata.
Cosa fare dunque per ritrovare la giusta dose di vitalità? Gli esperti suggeriscono innanzitutto di non lasciarsi troppo «ingannare» dall’allungarsi delle giornate e delle ore di luce, costringendosi quindi a un sovraccarico di attività che comporta un aumento del dispendio energetico e un calo delle forze psicofisiche: al contrario, anche in questo periodo è necessario non trascurare l’esigenza di riposo e di sonno dell’organismo.
Altro fattore fondamentale è l’alimentazione, che va curata facendo attenzione a non saltare i pasti, senza nemmeno indulgere in abbuffate che generano ulteriore stanchezza: l’ideale sarebbe alternare pasti leggeri e frequenti ricchi di proteine e vitamine. Tra queste ultime vanno segnalate le vitamine del gruppo B, particolarmente indicate in questo periodo per affrontare impegni ed «extra» quotidiani: il loro ruolo fondamentale nel metabolismo degli zuccheri, degli aminoacidi e dei grassi, ovvero il loro contributo nel trasformare le sostanze nutritive contenute negli alimenti in energia da spendere, ne fanno i principali alleati per contrastare stanchezza e apatia.
Le vitamine del gruppo B sono presenti in molti alimenti – verdura (vegetali a foglia verde), legumi, frutta, cereali integrali e loro derivati, carne, pesce, latte e latticini –, per cui una dieta corretta è solitamente sufficiente ad assicurarne il fabbisogno. Tuttavia, in particolari situazioni di stress psicofisico e in caso di alimentazione squilibrata, possono tornare utili specifici integratori, la cui assunzione deve essere comunque vincolata a un parere medico: «Se si seguisse un’alimentazione corretta e se gli stili di vita fossero perfetti – sostiene al riguardo il nutrizionista Andrea Strata –, gli integratori effettivamente non sarebbero necessari. Ma poiché non è così, l’integrazione è, al contrario, spesso utile. La scelta è demandata all’“esame di coscienza” di ciascuno di noi e soprattutto al consiglio del proprio medico e/o del proprio farmacista di fiducia».















