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Vegetariani a corto di vitamina B12
05.05.2011
Si fa presto a dire vegetariano. Il complesso mondo dei cultori della dieta «verde» conosce infatti svariate sfumature e diverse posizioni al riguardo. A parte il comune «bando» di tutti i tipi di carne e pesce (anche qui con qualche distinguo), vanno per esempio distinti i fedeli della dieta latto-ovo-vegetariana (la dieta vegetariana «classica») dai seguaci del regime latto-vegetariano, che include latte e latticini. Discorso ancora diverso per la dieta vegana, che non permette il consumo di alcun prodotto di origine animale, latticini e uova compresi, al cui interno si distinguono ulteriori varianti, come quella «crudista» (dieta composta da soli alimenti vegetali non sottoposti a cottura) e quella «fruttariana» (che prevede l’esclusivo consumo di frutti da semi).
Se le attuali conoscenze scientifiche permettono di sostenere che una dieta vegetariana ben pianificata può apportare numerosi benefici all’organismo, è anche vero che nei regimi verdi più rigorosi esiste il rischio di un apporto inappropriato di vitamine e minerali, data la presenza limitata nei vegetali di alcuni micronutrienti.
Al proposito, uno studio pubblicato sull’«European Journal of Clinical Nutrition» ha confrontato le concentrazioni di vitamina B12 e di acido folico in una popolazione di 689 uomini, appartenente alla coorte di Oxford dello studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), suddivisa in gruppi in base al tipo di alimentazione abituale: onnivora, vegetariana o vegana. I risultati hanno evidenziato concentrazioni più elevate di vitamina B12 nei soggetti onnivori e valori progressivamente ridotti nei vegetariani e nei vegani. In particolare, deficit di vitamina B12 (cioè livelli inferiori a 118 picomoli per litro, pmol/L) sono stati riscontrati nel 7% dei vegetariani e nel 52% dei vegani, indipendentemente dall’età o dal periodo trascorso dall’inizio dell’adozione della dieta. Al contrario, per quanto riguarda l’acido folico, sono state registrate concentrazioni più basse negli onnivori e più elevate nei vegani (tuttavia solo due soggetti onnivori presentavano un vero e proprio deficit, pari a valori inferiori di 6,3 nanomoli per litro).
Gli esiti dello studio, concludono gli autori, suggeriscono che i vegetariani, e in maggior misura i vegani, presentano un rischio maggiore di andare incontro a carenze di vitamina B12 rispetto agli onnivori. Per questo motivo, dietro consulto medico, la dieta di vegetariani e vegani dovrebbe includere alimenti arricchiti con vitamina B12, oppure essere integrata con complessi vitaminici in grado di fornire dosi adeguate di questa fondamentale vitamina.















