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Tutti pazzi per gli integratori
06.03.2011
Un atleta su due fa uso di integratori vitaminici e minerali nelle palestre italiane, dove sono diffusi anche farmaci e sostanze dopanti, dagli antinfiammatori alle anfetamine, fino alla cocaina e all’Epo. A indagare sull’utilizzo e le conoscenze su integratori e sostanze dopanti tra i frequentatori di palestre e centri fitness è una ricerca condotta dal Dipartimento di medicina del lavoro dell’Università degli Studi di Milano, dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dall’Istituto Doxa.
Dopo aver intervistato 289 atleti di varie discipline, frequentatori di palestre e centri fitness, e 30 gestori di questi esercizi, è emerso che i prodotti più diffusi sono gli integratori vitaminici e quelli minerali, ritenuti utili per migliorare le prestazioni, utilizzati rispettivamente dal 44% e dal 50% degli atleti a livello dilettantistico. A seguire antinfiammatori e creatina (utilizzati dal 15% degli atleti), diuretici (10%), steroidi anabolizzanti (7-8%), anfetamine (6%), cocaina ed Epo (2-3%). Secondo gli intervistati, spiegano gli autori della ricerca, «i motivi principali per cui gli atleti utilizzano queste sostanze sono per sviluppare il proprio corpo e per potersi allenare meglio e più a lungo anche in presenza di una dieta bilanciata». Eppure, «più dell’80% degli intervistati ritiene che anfetamine, steroidi anabolizzanti e cocaina siano dannosi per la salute». Allo stesso modo, «solo il 3-6% degli intervistati ritiene dannosi gli integratori», riferiscono gli autori dell’indagine. E solo il 2% degli atleti e il 7% dei gestori di palestre e centri fitness ritiene che l’atleta, prima di farne uso, si debba rivolgere al medico per un consiglio. «Gli integratori – afferma Silvio Garattini del Mario Negri di Milano – sono prodotti che, rispetto a quanto promesso, non sono utili, anche perché oggi l’alimentazione è talmente varia che risponde facilmente ai bisogni dell’organismo».
A seguito della ricerca è però giunta una precisazione dell’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari (AIIPA): «L’accostamento tra integratori alimentari e farmaci, o addirittura droghe illegali, è scorretta e crea non solo confusione nei consumatori ma reca anche un pesante danno all’immagine dell’intero comparto. Gli integratori e i prodotti per gli sportivi sono costituiti, oltre che dall’acqua, da macronutrienti (carboidrati, grassi, sostanze proteiche) e da micronutrienti (vitamine, minerali, antiossidanti) e non possono essere certo confusi con i farmaci (diuretici, steroidi anabolizzanti) o con le droghe (cocaina). Affermare che gli integratori non siano utili significa prima di tutto sostenere che negli sportivi non possano esistere carenze di acqua, di macronutrienti o di micronutrienti, la qual cosa, come sa bene chi si occupa di atleti, non è vera. Infatti l’assunzione di integratori può costituire la via più efficace per porre rimedio a un problema o per prevenirne l’insorgenza».















