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Sindrome premestruale, un aiuto dalle vitamine B
04.07.2011

Una buona notizia per le donne che temono l’appuntamento mensile con mal di testa, dolori al basso ventre, ritenzione idrica, ansia, irritabilità e tutti i vari sintomi, di natura sia fisica che psicologica, tipici della cosiddetta sindrome premestruale. Secondo uno studio pubblicato sull’«American Journal of Clinical Nutrition», una dieta ricca di alimenti che contengono tiamina (vitamina B1) e riboflavina (vitamina B2) è in grado di ridurre in modo significativo la sintomatologia. Si tratta di una scoperta importante, considerato che attualmente i disturbi correlati alla sindrome premestruale vengono trattati con farmaci (ansiolitici, antidolorifici, a base di ormoni) non privi di effetti collaterali a medio o a lungo termine.   

Un team di ricercatori dell’Università del Massachusetts, guidato da Patricia Chocano-Bedoya, ha seguito più di 3.000 donne inserite nello studio statunitense Nurses Health Study II: dal 1991 al 1999 tutte le partecipanti, non affette all’inizio dello studio dai sintomi della sindrome, hanno compilato per tre volte dei questionari sulle loro abitudini alimentari.

Dopo 10 anni di follow-up, circa 1.000 donne riportavano sintomi da lievi a severi (come ansia, depressione, irritabilità, dolori addominali, stanchezza, gonfiori), ma l’assunzione di vitamina B1 e B2 risultava inversamente associata all’insorgenza e alla severità di tali disturbi. In particolare, il consumo giornaliero di almeno 1,9 mg di tiamina e 2,5 mg di riboflavina (dosi dunque più elevate rispetto a quelle raccomandate, pari a 1,1 e 1,4 mg rispettivamente) permetteva di trarre evidenti benefici. Nessun riscontro significativo, invece, è stato ottenuto con altre vitamine del gruppo B, come niacina (B3), piridossina (B6), acido folico (B9) e cianocobalamina (B12).

Secondo gli autori, alcune vitamine del gruppo B giocherebbero un ruolo nella patofisiologia della sindrome premestruale, in quanto implicate nel processo di sintesi dei neurotrasmettitori, ma allo stesso tempo sottolineano che lo studio, data la complessità dei fattori in gioco, non intende fornire una prova diretta della capacità di prevenzione di queste vitamine.

 

Link

P. Chocano-Bedoya et al., Dietary B vitamin intake and incident premenstrual syndrome