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Quando l'anemia dipende dalle vitamine B
02.10.2011

Una stanchezza eccessiva e ingiustificata, pallore diffuso, cali di pressione, maggiore facilità a contrarre infezioni: sono tutti sintomi classici di anemia, non una vera e propria patologia ma il segnale che qualcosa nell’organismo non va per il verso giusto. Più precisamente, i problemi nascono da una riduzione nel sangue del numero di globuli rossi, oppure da una quantità minore di emoglobina (la proteina responsabile del trasporto dell’ossigeno a tutti i tessuti e organi del corpo) al loro interno.

Quando si parla di anemia, solitamente il pensiero corre al ferro: una delle forme più comuni infatti è quella «sideropenica», causata appunto dalla scarsa disponibilità di tale minerale, fondamentale per consentire al midollo osseo la produzione della giusta quantità di emoglobina. Di conseguenza, deficit di ferro, dovuti a perdite di sangue (si pensi nelle donne ai disturbi della sfera ginecologica o ai cicli mestruali) o a un’alimentazione inadeguata, possono portare a stati anemici.

Ma quella sideropenica non è l’unica forma di anemia legata a una carenza: deficit di acido folico (vitamina B9) e di vitamina B12 possono infatti determinare la cosiddetta anemia «megaloblastica». In questo caso, oltre a bassi valori di emoglobina, la caratteristica predominante è la produzione di globuli rossi di dimensioni più grandi del normale. A innescare questa problematica ci può essere una dieta squilibrata, che non permette l’adeguata assunzione di queste sostanze (la vitamina B12 è reperibile in vari tipi di carne e nei latticini, l’acido folico è presente soprattutto nella frutta e nella verdura a foglia verde), l’abitudine a bere bevande alcoliche e il periodo della gravidanza, durante il quale il fabbisogno di acido folico aumenta in modo considerevole. Altri fattori alla base di questa anemia sono rappresentati da malattie autoimmuni o a carico dell’intestino che ostacolano l’assorbimento della vitamina B12: in questo caso l’anemia viene detta «perniciosa» e si distingue anche per altri sintomi quali il colore giallo della pelle e l’ingrigimento precoce dei capelli. Si segnala infine anche un’anemia da carenza di vitamina B6, che partecipa al processo di formazione dei globuli rossi, contraddistinta da una riduzione del numero di questi ultimi i quali appaiono inoltre più piccoli del normale: si tratta dell’anemia «microcitica».

Una semplice analisi del sangue e l’eventuale valutazione del dosaggio delle vitamine nel plasma possono aiutare il medico a fornire una diagnosi precisa. In caso di carenza, la prima regola è quella di modificare la dieta, ma in alcuni casi, dopo consulto con uno specialista, è opportuno integrare l’alimentazione ricorrendo a specifici prodotti multivitaminici.

 

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M. Hisano et al., Vitamin B6 deficiency and anemia in pregnancyVitamin B6 deficiency and anemia in pregnancy