Altri articoli
Il lato sportivo della vitamina B12
Rinforzare le difese con le vitamine B
Disfunzione erettile, un aiuto dalla vitamina B3
Dieci ore di sonno per andare al massimo
Zinco, un utile alleato contro il raffreddore
Sei italiani su dieci k.o. per la stanchezza
Quando l'anemia dipende dalle vitamine B
Ortoressia, cibo e sport come un'ossessione
Sindrome premestruale, un aiuto dalle vitamine B
Vitamina B6, il parere dell'EFSA
Vegetariani a corto di vitamina B12
Tutti pazzi per gli integratori
Latte post-allenamento, il miglior energy drink
Cibi grassi dannosi per il cervello e la resistenza fisica
Antiossidanti, a prova di muscoli
Acido folico per un cuore atletico
Sport e vitamine B, insieme contro il mal di testa
Performance fisica
Lo sport d’inverno
05.04.2011
Chi l’ha detto che non si può? Correre o praticare uno sport all’aperto durante i mesi invernali non presenta alcuna controindicazione: l’importante è adottare le giuste precauzioni, e sfatare qualche falsa credenza. Come quella per cui bisognerebbe essere coperti fino all’inverosimile per evitare i malanni di stagione. «Al contrario – sostiene Franco Carnelli, primario dell’Unità operativa di ortopedia e traumatologia dell’Irccs Multimedica di Sesto San Giovanni –, quando si inizia l’attività fisica bisogna essere un po’ infreddoliti, tenendo in debito conto che, con l’impegno fisico progressivo, il nostro corpo produrrà il calore che ci consentirà di mantenere la temperatura ideale». Coprirsi rimane comunque importante, magari utilizzando capi traspiranti in microfibra o teflon che non rimangono umidi: fondamentale inoltre proteggere la testa e il collo, responsabili della dispersione di circa il 40% dell’intero calore corporeo. Da non dimenticare stretching e riscaldamento muscolare, utili a ridurre stiramenti, contratture, crampi e indolenzimenti, inconvenienti particolarmente frequenti con il freddo.
Per il resto, lo sport d’inverno non può che offrire benefici: di tipo fisico ma anche psicologico. Di questo parere sono, per esempio, gli esperti dell’istituto Plancher Orthopaedics & Sports Medicine di New York, secondo i quali l’attività fisica in inverno non solo tiene a bada peso corporeo (si consumano più calorie per mantenere la temperatura corporea) e pressione sanguigna, ma stimola anche il rilascio di endorfine, in grado di contrastare il cosiddetto disturbo affettivo stagionale (DAS), una forma di depressione che può colpire nei mesi invernali in conseguenza della riduzione delle ore di luce, con sintomi quali stanchezza, scarsa concentrazione, irritabilità, sbalzi d’umore.
Da non trascurare infine l’alimentazione, che deve essere varia, in modo da fornire un adeguato apporto dei nutrienti necessari per sostenere l’attività sportiva, e poi ben suddivisa durante la giornata. Tra i micronutrienti un ruolo essenziale svolgono le vitamine del gruppo B, legate a doppio filo alla pratica sportiva. Da una parte tiamina (vitamina B1), riboflavina (B2), niacina (B3) e piridossina (B6), coinvolte nel metabolismo energetico, dall’altra acido folico (B9) e cobalamina (B12), necessarie per la produzione di globuli rossi, per la sintesi proteica e la riparazione dei tessuti.















