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L'energia del magnesio
04.10.2010
Svolge diverse e importanti funzioni nell’organismo ma pochi sono a conoscenza delle sue qualità «sportive»: parliamo del magnesio e del suo ruolo essenziale nella contrazione muscolare, nella funzione cardiovascolare e, più in generale, nel metabolismo energetico: componente fondamentale di quella reazione chimica chiamata ciclo di Krebs (processo che ottimizza la respirazione cellulare e riduce la comparsa di acido lattico nei muscoli affaticati), il magnesio contribuisce anche alla trasformazione di proteine, carboidrati e grassi provenienti dal cibo in energia.
Come è noto carenze di questo minerale si traducono in debolezza muscolare, crampi, astenia generale e una maggiore suscettibilità allo stress. Si comprende dunque la sua importanza nella pratica sportiva, come suggerito tra l’altro da un interessante studio di qualche anno fa condotto presso l’Agricultural Research Service, ente di ricerca dello statunitense Department of Agriculture.
Secondo gli esiti di questo studio, pubblicato sul «Journal of Nutrition», insufficienti livelli di magnesio sono associati a un aumento delle richieste di ossigeno da parte dell’organismo durante l’attività fisica, nonché a un maggiore spreco di energia che comporta l’insorgenza prematura di stanchezza e affaticamento. Per giungere a queste conclusioni, gli esperti hanno sottoposto un campione di donne in post-menopausa a tre differenti regimi alimentari: una prima fase (di 35 giorni) con dosi adeguate di magnesio; una seconda (di 93 giorni), con meno della metà della quantità giornaliera raccomandata del minerale; una terza (49 giorni) con un ritorno alle dosi ottimali. Al termine di ogni fase, le partecipanti sono state sottoposte a test fisici, insieme a indagini fisiologiche e biochimiche. Dopo la dieta con bassi introiti di magnesio, le partecipanti hanno mostrato una significativa riduzione dei livelli del minerale, accompagnata a una diminuzione della produzione di globuli rossi. Nel corso di questa dieta, spiegano i ricercatori, le volontarie utilizzavano più ossigeno durante l’attività fisica e la frequenza del loro battito cardiaco saliva a 10 bpm (battiti per minuto). «Quando le volontarie assumevano poco magnesio – spiega il fisiologo Henry Lukaski, tra gli autori dello studio – consumavano nell’attività fisica più energia e il 10-15% di ossigeno in più rispetto alle fasi in cui disponevano di livelli ottimali di magnesio».
Si tratta di un risultato, concludono gli esperti, in linea con gli esiti di altre ricerche che hanno dimostrato come in presenza di bassi livelli di magnesio l’organismo lavori con più difficoltà: «Questi effetti – afferma Lukaski – sono riscontrabili in tutte le persone carenti di magnesio, siano esse sportive o sedentarie. Per essere sicuri che cuori e muscoli rispondano con efficienza alle richieste della vita di tutti i giorni è necessario assumere dosi adeguate di questo minerale».
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